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INSTALLAZIONI LUMINOSE  ((2000 — 2011) 

La luce da praticare

Le opere luminose escono dallo studio per abitare lo spazio pubblico. L'elemento luce esce dalla dimensione bidimensionale per farsi corpo, accoglienza ed esperienza vissuta. Lo spazio collettivo, sia esso un bosco o un luogo della storia, diventa il perimetro in cui la luce smette di essere un elemento da osservare e si trasforma in qualcosa da praticare.

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TESSERE LA LUCE

La fibra ottica e le Amache (2000/2004) 

Uscendo dallo studio e andando all'aperto, nei boschi o nei luoghi della storia collettiva, la mia ricerca sulla luce ha trovato un nuovo corpo: la fibra ottica. La luce ha smesso di essere un raggio che taglia la carta per diventare un filo da tessere a mano. In questo periodo nascono le Amache e gli oggetti luminosi: non semplici installazioni, ma dispositivi relazionali pensati per avvolgere il corpo, accoglierlo e portare luce a chi li abita.

La prima amaca (Ai sogni persi del turnista) nasce nel 2000, pensata per il giardino dell’Hotel Mediterranée, che si trova al Lingotto di Torino – fino al 1982 uno dei principali stabilimenti di produzione FIAT. L’opera vuole ricordare la storia del luogo. La tessitura di fibre ottiche è stata pensata come "monumento commemorativo" in ricordo dei lavoratori del turno di notte che in quello stesso luogo hanno perso molte ore di sonno.

Fibre ottiche tessute a mano, illuminatore, materiali vari. 

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SOGNI - PRIMA COLONIA (2005)

L'inconscio collettivo

Chi incontra queste opere si trova a camminare di notte in un bosco tra i sogni sospesi di una comunità, scoprendo che la propria intimità oniirca è legata a quella dell'altro e che la luce, quando viene condivisa e praticata insieme, ha il potere profondo di trasformare l'isolamento in legame.

In un bosco di notte. Trenta elementi sospesi, luminosi, morbidi, leggeri. In controluce si legge un testo che racconta un sogno. Trenta sogni. 

Veduta dell'installazione sul sogno

Il sogno in cui sei in un paese straniero, sbagli autobus e ti perdi.

Il sogno del ramo di mimosa spuntato durante la notte.

Il sogno dellíombrellone e della cometa delle 15,19.

Il sogno in cui hai il compito di empatizzare con i malati.

Il sogno in cui fai arrabbiare un uomo violento.

Il sogno in cui sei inquieto perchè incontri uníamica che non vedi da 15 anni.

Il sogno in cui una tua amica díinfanzia ti mostra il suo albero pieno di grandi frutti rossi maturi.

Il sogno in cui fai la cacca in presenza dei colleghi.

Il sogno in cui il tuo ex ti viene a trovare dopo tanto tempo.

Il sogno in cui tutti se ne vanno perchè non sei d'accordo con loro.

Il sogno in cui vedi un funerale, ti guardi intorno, capisci che il morto sei tu.

Il sogno in cui cerchi la tua auto, e ti perdi a Milano.

Il sogno dellíArcangelo Michele che ti indica la strada per líillimitato.

Il sogno in cui l'oggetto sembra danneggiato ma poi ti accorgi che è ancora più bello.

Il sogno in cui entri in casa e non cíè più il pavimento.

Il sogno in cui devi dare un esame e ti senti impreparato.

Il sogno in cui per uscire dai sotterranei devi vestirti da prete.

Il sogno di quando stai guidando la tua auto ma poi ti ritrovi a pedalare in salita.

Il sogno in cui cammini sul cornicione e lei ti aiuta a scendere.

Il sogno in cui scappi ma poi ti svegli e sei contento che era solo un sogno.

Il sogno dei nazisti che bloccano le uscite e i ragazzi restano intrappolati.

Il sogno in cui vai in bicicletta senza le rotelle.

Il sogno dell’ascensore che non si ferma all’ultimo piano.

SCATOLE DELLA MEMORIA (2009)

Il disegno interpreta la memoria

Le Scatole della memoria sono strutture luminose tridimensionali concepite come occasioni di riscrittura di eventi passati. Ogni lato del contenitore sviluppa narrazioni diverse nate da un’unica immagine, quella che trapela dall'interno: matrice inaccessibile, labile ricordo, incipit, materia grezza fonte di nuovi racconti.

Il disegno interviene sulla superficie della scatola per dare forma alla materia grezza della memoria, trasformando l'immagine saliente in un racconto visivo polifonico.

Attraverso l'esperienza dei laboratori e delle pratiche condivise, il disegno si rivela un dispositivo di indagine interiore. Le persone sperimentano concretamente che l'azione visiva e manuale ha il potere reale di esplorare e trasformare il proprio panorama interno. 

dettaglio dell'intreccio di fibra ottica
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