Nicoletta Freti è nata nel 1957 a Vedano Olona, in provincia di Varese, dove ha vissuto fino al 1990, anno in cui si è trasferita a Bergamo. Qui ha potuto dare spazio alla sua passione per l’arte, che negli anni giovanili aveva portato avanti da autodidatta con il disegno e la lavorazione del vetro. A Bergamo si è formata in Pittura all’Accademia G. Carrara. In seguito, ha insegnato per tredici anni nella stessa Accademia e in altre. Nello stesso periodo ha approfondito la dimensione psicologica del processo artistico con una formazione nello sviluppo personale e una collaborazione con il marito psichiatra, con il quale ha fondato nel 2008 a Bergamo la Scuola di cura di sé – dove attualmente tiene seminari di arte e creatività.

Già prima degli anni dell’Accademia aveva manifestato un particolare interesse per il tema della luce come elemento trascendente, che l’ha portata in seguito a realizzare installazioni e carte utilizzando fibre ottiche, led, lenti di ingrandimento. Dal 1997 ha partecipato a personali e collettive in Italia e all’estero con installazioni luminose e superfici pittoriche sensibili alla luce.

L’arte è sempre stata per lei intimamente legata alla trasformazione personale: la luce è vista come metafora di rischiaramento delle zone d’ombra interne. Lo testimoniano in particolare le serie di opere pensate per offrire allo spettatore la possibilità di un coinvolgimento e di una trasformazione interiore tramite il disegno, realizzate negli anni 2000-2010.

Nel lavoro ha usato spesso materiali in grado di veicolare la luce come pellicole olografiche, fibre ottiche, LED, lenti d’ingrandimento facendoli dialogare con gli strumenti tradizionali dell'arte: carta, tela, pittura. 

Nelle opere recenti, così come nelle prime, predomina la verticalità come elemento di presenza stabilizzante nel fruitore, opere che manifestano una tensione in bilico tra il rigore del pensiero razionale e una passionalità fatta di colore, di energia e di fluida mutevolezza delle condizioni luminose ambientali. 

Ha pubblicato per l'Editore Lubrina di Bergamo i seguenti testi: 

Il respiro dell'arte. Il processo creativo nella ricerca di Sé (2014) e 

L'immaginazione come pelle con contributi di Stefania Galiberti e

di Paolo Mottana (2015).

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