LIBRI

Il testo fornisce al lettore indicazioni utili per non perdersi nelle fasi più difficili del processo artistico, che fluisce grazie alla circolarità tra momenti intuitivi, espressivi, valutativi. Percorrere la via dell'arte comporta la capacità di muoversi secondo un ritmo alternato che coinvolge la persona a diversi livelli, usando capacità razionali e intuitive in modo sincrono e costruttivo.

Nicoletta Freti

L'immaginazione come pelle 

Editore Lubrina, 2015

Con Prefazione di Paolo Mottana e un contributo di Stefania Burnelli

Tutte le notti, attraverso il sogno, entriamo nel mondo delle immagini – diventiamo immagine e viviamo esperienze fatte di immagini. Ma siamo sicuri di sapere cosa sia un’immagine? Sappiamo qual è il suo funzionamento e che ruolo ha per l’uomo? Quali conoscenze consente, quali rapporti intrattiene con altre forme di sapere?

"Il testo si sofferma in maniera articolata e pregnante su una dimensione dell’esperienza, in specie artistica e simbolica ma non soltanto, spesso trascurata, la dimensione intermedia e intermediaria, l’intermundo che permette l’apprensione della trama  sottile delle cose. Elemento ecotonico in musica, luogo transizionale in infanzia, contenente e medium come la pelle e l’Io pelle nella vita psichica, mondo immaginale e visionario secondo la tradizione mistica iranica e la sua rivisitazione nell’antropologia simbolica. Dominio dell’effettualità trasformatrice nella visual culture e soglia verso stati di visione trasmutativa. Si tratta dello spazio dell’anima, del vaso ermetico, collegato alla fisiologia del cuore secondo la mistica medievale, dove germoglia l’immaginazione attiva e creatrice, luogo qualitativo dell’espressività creatrice non dis-orientata ma consapevole delle matrici archetipiche della vita, capace di mostrare la stoffa significante del visibile, il reticolo delle corrispondenze in cui le cose fanno corpo integro e globale, ancoraggio ad un’esperienza dell’unità organica, dell’anima mundi esautorata dallo sguardo scientifico, condizione fondante ogni operatività artistica come guarigione della scissione io-mondo.

Il testo di Nicoletta Freti si rivela un documento preciso e necessario nel tempo dell’esilio dalla casa dell’essere e dall’orientamento del senso, per reimparare ad abitare poeticamente il mondo, nel rispetto cioè della sua vocazione interiore, della sua virtualità agente, del suo potenziale significativo. Un testo che accosta le lezioni più significative di una via impervia e relativamente poco battuta nella cultura contemporanea ma che risulta sempre più indispensabile per non smarrirsi definitivamente nell’entropia delle equivalenze." Dalla Prefazione di Paolo Mottana