NICOLETTA FRETI
RAPPRESENTARE LA COSCIENZA? (2024 — 2025)
La luce che resta
Quando la memoria svanisce e i contorni del mondo si fanno sfocati, è la luce a farsi carico della presenza: un'impronta silenziosa che custodisce la coscienza laddove le parole non arrivano più.

PROVE DI RAPPRESENTAZIONE DELLA COSCIENZA
Il pensiero che ha fatto da filo conduttore durante la creazione di questa serie di opere ha a che fare con la rappresentazione della coscienza. Una battaglia persa in partenza, lo so. Come posso rappresentare qualcosa che nemmeno si sa cosa sia, né dove sia localizzata?
Gli scienziati non lo sanno. C’è chi dice che sta nel cervello, chi ritiene che abbia invece a che fare con una Mente Incorporata o, addirittura, Estesa oltre il corpo.
Come posso rendere in immagine concetti come questi? Impossibile. Comunque ci provo, qualcosa ne verrà, mi sono detta.
Questo provarci ha a che fare con il concetto stesso, credo. Essere cosciente di qualcosa e provare a dirla – a tradurla – in qualcosa di dicibile, visibile. Intuibile.
Ci lavoro. Cerco il punto in cui l’opera riesce a lasciare lo spettatore in sospeso, aperto alla domanda. Vorrei invitarlo a sostare in quello stato di non sapere che sfugge a ogni semplice traduzione e può solo essere vissuto. E' un tentativo.



PROVE DI RAPPRESENTAZIONE
DELLA COSCIENZA
# 4
Materiali - carta, plexiglas, inchiostro
Anno 2025



PROVE DI RAPPRESENTAZIONE
DELLA COSCIENZA
# 2 — 2024
Materiali - specchio
Anno 2024



DA DOVE VIENE LA LUCE
CHE VEDIAMO NEI SOGNI?
Serie di 4 scatole — 2024
Materiali - carta, vetro, materiali vari
Anno 2024
LA SUA STANZA DOPO L'ALZHEIMER (2024)
Stampa fotografica, lente di Fresnel, carta, legno.
La stanza di A. dopo la malattia era diventata spoglia, spersonalizzata. Quegli oggetti e quei particolari che la rendevano sua erano scomparsi. Ho voluto fotografarla così — nella sua assenza.
Dentro l'installazione la fotografia della stanza è visibile attraverso una lente di Fresnel. La lente restituisce una percezione alterata del reale: lo spazio fotografico è bidimensionale, ma attraverso la lente si dilata — e quella dilatazione crea una dimensione straniante, come lo è la percezione nella malattia.



LO SPAZIO DELL'OBLIO (2024)
Installazione. Diametro cm. 140. Legno, LEDs Wood.

