NICOLETTA FRETI

LA CARTA E LA FERITA
1996/2000
La materia incisa e la profondità della superficie
In queste prime indagini, il foglio di carta non era per me un supporto per accogliere un disegno, ma piuttosto un corpo con una pelle da graffiare, impregnare d’olio o segnare con il fuoco per aprirvi un varco e portare alla luce un interno che chiede di essere scoperto. Penetravo le fibre della carta, segnavo il foglio senza mai attraversarlo del tutto. Si veniva a creare un'intercapedine in cui la luce restava intrappolata o si faceva strada a fatica.
Lavorando alle carte ho compreso la forza rivelatrice della luce. All’inizio mi serviva per costringere la superficie a rivelare la propria profondità. Posizionavo una fonte luminosa dietro al foglio o radente di taglio perché volevo che rivelasse tutto quello che c'era dentro: la materia, l'anima nascosta dell’immagine. Attraversando le lacerazioni e le trasparenze della carta la luce rivelava la materia, la filigrana, l’anima nascosta dell’immagine.
Questa indagine sulla superficie si offre a chi osserva come una riflessione aperta sullo sguardo, sulla natura stessa dell’immagine e sulle possibilità latenti che abitano ogni nostra apparente opacità.
Chi incontra queste opere è invitato a non fermarsi alla superficie delle cose, ma a cercare il senso là dove la materia è stata ferita, consumata o trasformata dal tempo.

FOGLIO 4 1996
Cm 220 x 140
Carta, resina.

FOGLIO 11/12 1998
Cm 220 x 140
Carta, resina, bruciature.

FLUSSO 1998
Cm 220 x 140
Carta, pvc, neon.

OPERA PER COR LINGERIE (1° premio Arteimpresa 1997). Un neon a parete appeso in verticale (cm 160), un pannello (cm 220 x 140 x 14) posto a dieci cm di distanza dal neon. L’opera, in carta e plexiglas, è trattata e velata da una pelle di lycra bianca, intuisci l'interno grazie alla visione in controluce.

CARTE 1996/2000
Cm 100 x 62


